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Proitte s’Assotziu si mutit Chenàbura.

La lingua sarda è una lingua neolatina che si è formata sostanzialmente a partire dalla lingua sarda preistorica o nuragica affine al basco e che non era indoeuropea. In seguito ha convissuto con la lingua punica (Cartagine ) prima della conquista romana e ancora sino almeno al II secolo dopo Cristo il sardo prelatino aveva contatti sempre col punico che si parlava nelle città e nelle coste e col latino che si stava imponendo come lingua egemone. Il punico era una lingua semitica. Con la conquista romana il sardo originario si è latinizzato (lingua indoeuropea) tanto da essere diventata la lingua neolatina più vicina al latino del tardo impero.

Noi sardi leggiamo il latino e conoscendo le minime regole lo capiamo perfettamente, anzi ci sembra quasi la nostra lingua odierna. In essa rimangono vocaboli e costruzioni delle precedenti lingue, assieme ad apporti in epoca storica di forti tracce di catalano e castigliano che comunque sono lingue neolatine occidentali mentre l’italiano è lingua neolatina orientale. Sta di fatto che il sardo, che nei nomi dei giorni segue il comportamento delle altre lingue neolatine, lunis, martis, mercuris, jovia., unica fra le tante, per il venerdì usa la parola “chenàbura”. Una prima spiegazione di questa particolarità è riferibile alle primissime comunità ebraiche in Sardegna e sarebbe a seguito della sua consistente presenza che è rimasto il ricordo della “Cena prima del Purim.” con un termine sardo-ebraico che unificava il termine latino Coena con quello ebraico Purim. .

In seguito nell’affermarsi del volgare sardo il termine Purim è stato assimilato a Purus e quindi è diventato Chenàbura. Con la cristianizzazione bizantina il termine è stato indirizzato a riferirsi al Venerdì cristiano. Secondo un’altra interpretazione, che comunque si riferisce sempre all’eredità culturale ebraica in Sardegna, Chenabura verrebbe da “Cena pura” ( o Coena pura ) latina come inizialmente veniva chiamata la cena della vigilia del Sabato dagli ebrei romani, sardi e sopratutto cartaginesi. Infatti la Sardegna faceva parte economicamente, culturalmente ed amministrativamente dell’impero romano, durante il quale Cartagine dopo essere stata distrutta al termine delle guerre puniche cedendo fra l’altro la nostra isola a Roma era risorta diventando la più ricca città del Mediterraneo occidentale e della cosiddetta Africa romana. Nel nord Africa e in Sardegna si parlava allora un latino particolare, detto appunto il latino dell’Africa romana.

Dopo la conquista araba tutta la latinità dell’Africa del Nord venne distrutta e rimase solo in Sardegna quella lingua che col tempo divenne un originale volgare neolatino, l’attuale lingua sarda che si differenzia da tutte le lingue neolatine. All’epoca a Cartagine, in tutto il Nord Africa ed in Sardegna era presente una grandissima e antichissima comunità ebraica. La “Cena pura” originariamente aveva un significato particolare solo nel periodo della Pasqua indicando che si sarebbe dovuto mangiare pane senza lievito e secondo i precetti religiosi. In seguito però la “Cena pura” aveva anche preso a identificare il giorno precedente il Sabato nel quale, essendo il sabato un giorno di festa, era abitudine cenare la sera prima in maniera più ricca e festosa.

Ma anche questa cena doveva essere pura nel senso che se non era obbligatorio come a Pasqua mangiare il pane azzimo ( rimanendo questo precetto limitato ad un solo giorno dell’anno ) la cena doveva essere comunque pura perché, ad esempio, non si doveva tassativamente mangiare carne dei sacrifici dei non ebrei, cioè dedicati ad altri dei che la popolazione non ebrea e pagana venerava in gran numero. Oltre a questo importante divieto, pur potendo cenare abbondantemente ed in allegria, bisognava rispettare tutti i precetti ebraici alimentari e di purezza con particolare attenzione. La cena però era ricca e si componeva della migliore cucina ebraica.

Sia per evitare di mangiare carni “impure” anche per sbaglio o per adattamento alle abitudini dei pagani, durante la “Cena pura” si usava mangiare sopratutto pesce e antichi scrittori dicono che era particolarmente gradito alla comunità ebraica di Cartagine mangiare la bottarga di muggine, la migliore probabilmente importata dalla Sardegna. Queste usanze erano anche rispettate dai primi cristiani, che si differenziavano anch’essi dai pagani dato che com’è noto erano all’inizio provenienti in massima parte dalle comunità ebraiche, tanto che nei primi anni del cristianesimo per i romani non era facile distinguere fra ebrei e cristiani essendo entrambi monoteisti, con lo stesso Dio e manifestavano quasi gli stessi comportamenti .

La religione cristiana in seguito assorbì la “Cena pura” ebraica, trasformandola nella cena di “penitenza” del Venerdì, giorno nel quale era prescritto il digiuno e comunque era vietato rigorosamente mangiare carne ed era permesso consumare modicamente il pesce. In Sardegna la “ Cena prima del Purim” ovvero la “Cena pura” della comunità ebraica e dei primi cristiani dell’Africa romana è rimasta nella nostra memoria e cultura tanto da dare un nome diverso ed alternativo al Venerdì di origine romana ( giorno sacro alla dea Venere ) che i sardi chiamano ancora oggi invece Chenàbura. Si suppone anche che dal Nord Africa, data la grandissima resistenza opposta agli arabi dalle comunità cristiane ed ebree e durata oltre 100 anni con una guerra continua e tante battaglie ed atrocità, molti cristiani ed ebrei, vescovi e rabbini, fuggirono in Sardegna alimentando questa particolarità linguistica e culturale.

Da ricordare Kahena, regina delle tribù berbere ebree dell’Atlante che capeggiò personalmente la resistenza contro gli arabi per circa mezzo secolo, essendo poi sconfitta dopo aver battuto diverse volte gli arabi mussulmani che tutto distruggevano e convertivano a forza cristiani ed ebrei col ricatto della morte. Per questo la nostra associazione che è sarda e quindi nasce in un’Isola che ha visto le prime emigrazioni di comunità ebree al seguito dei fenici ben prima della fondazione di Roma e dei successivi arrivi posteriori alla distruzione del Tempio da parte dei romani e dalla seguente deportazione di 4 mila ebrei ( e primi cristiani ) romani in Sardegna , ha ritenuto in forza di questo ricordo rimasto nei millenni nel calendario sardo e quindi nel nostro patrimonio culturale ed identitario, darsi il nome di Chenàbura per ben significare oggi i legami passati e futuri fra i sardi e gli israeliani ed il mondo ebraico in generale.

Da notare che in latino classico la c di cena come la c di caesar si pronunciava come la K. Infatti la pronuncia antica si è conservata in lingua sarda nella grafia ch di chena che la distingue dalla c dolce di cena come ad esempio in lingua italiana.